Ho iniziato a leggere da un po’ (di solito i libri li leggo molto più velocemente) il libro di Kusturica “Dove sono in questa storia”. Un libro difficile a tratti, da rileggere più volte per capire il senso. Per questo ci sto dedicando più tempo del previsto. Mi ricorda la scrittura di Ivo Andric (so che questo paragone piacerebbe molto a Kusturica) premio nobel jugolasvo di cui ricordiamo soprattutto “Il ponte sulla Drina”, anche se le sue opere sono innumerevoli e, come ricorda Kusturica, aveva già previsto quello che sarebbe successo nelle terre degli Slavi del Sud: una guerra civile tra le più terribili, nel cuore dell'Europa alle soglie degli anni 2000. Comunque. Io amo i balcani, li ho sempre amati da quando li ho scoperti. Dalla Slovenia alla Macedonia li ho visitati tutti, ci ho abitato e lavorato per anni, mi sono appassionata alla loro storia e alle loro tante culture. Ma anche tanta rabbia ho provato! La difficoltà di scontrarmi con culture così simili ma allo stesso tempo così differenti, mi ha provato molto ma mi ha anche reso una persona diversa: più aperta, più flessibile, più incline ad accettare i conflitti e provare a gestirli.
Ma non è di questo che voglio parlare. Il libro “Dove sono in questa storia” oltre ad essere bello ed appassionante come il suo autore, mi appassiona e mi piace perché fa vivere la storia dell’ex Jugoslavia dal tempo di Tito ad oggi, attraverso la vita di un uomo straordinario come è appunto Kusturica. È un’autobiografia non convenzionale che fa capire il gran valore formativo che acquista, questa tecnica letteraria, nelle persone che vi si cimentano e per i fortunati che le possono leggere. L'autobiografia infatti consente di sollecitare in chi la scrive il recupero di quelle tracce di senso esistenziali, spirituali, relazionali, cognitive, presenti nella propria storia di vita a cui spesso, presi dalla routine quotidiana, non facciamo caso. E ci facciamo passare la vita così, sotto gli occhi senza fermarsi mai a riflettere su ciò che è stato e su ciò che sarà. Ecco io non voglio che per me sia così. Io me la voglio godere tutta la mia vita, anche fermandomi ogni tanto a mettere un punto. Il libro di Kusturica interroga anche a me e mi aiuta a riflettere sulla mia vita. Mi chiedo anche io “Dove sono in questa storia”? E allora, a memoria o con qualche scritto, cerco di andare in là con la memoria per fare anche nel mio piccolo una narrazione autobiografica: uno sforzo, tuttavia piacevole,di conoscermi meglio. Un conoscermi meglio che è un ricostruire percorsi, un ritrovare esperienze significative, che mi hanno portato ad essere ciò che sono oggi.
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