lunedì 2 maggio 2011

Donne...

Da quando ho avuto l'idea di provare a buttarmi in politica mi sono scontrata veramente, e per la prima volta, con quanto sia duro essere donna in certi contesti. Per la prima volta ho sentito tutti i limiti che i colleghi maschi hanno cercato di imporre in una relazione che era sempre squilibrata, pendente, nonostante tutte le lotte, le incavolature, le parole dette e non dette, sempre a favore della parte maschile.
Da quando però ho relegato la politica a solo una parte della mia vita, ricalandomi di nuovo in un lavoro nella società, a servizio delle persone, pian piano tutto il malessere di "donna contro uomini" è scemato. Certo la realtà è dura e lo è sempre più.. ogni sacrosanto giorno si legge sui giornali notizie che raccontano di donne uccise dai loro compagni, violentante, seviziate. Oppure di donne che perdono il lavoro, che vengono messe ai margini, che non ce la fanno ad emergere e a vivere una vita degna di essere chiamata vita. C'è anche l'altra faccia della medaglia: giovani donne che intrecciano relazioni sessuali con uomini di potere, molto più maturi, che pagano per averle. Non sto qui a fare giudizi, anzi secondo me questo lato della medaglia non è meno tragico dell'altro prima enunciato.
Tenuto conto di questa realtà, devo dire che nel mio piccolo, nel mio lavoro, nella vita quotidiana, non sento più quella pressione negativa come prima (come consigliera provinciale ahimè si che lo sento. Però quella è una parte della mia vita che porto avanti con impegno e dedizione ma che non mi coinvolge più, che non sento mia) ma invece mi ritrovo a lavorare in un contesto variegato, dove ognuno apporta la sua professionalità, la sua voglia di fare, indipendentemente da ciò che è.
E un po' guardo con più distacco certi uomini bolsi, sfatti, che invecchiano male e che hanno tanto da dare giudizi. Per riprendere quest'ultimo concetto voglio riportare qui uno scritto che mi ero messa da parte da un po' e che è stato scritto da un giornalista in un giornale locale in occasione della manifestazione delle donne del 13 febbraio. Lo riporto ripensando a tutti coloro che mi hanno preferita nel lavoro al maschio (di solito meno professionale e competente) di turno, a tutti coloro che ci mettono impegno e cattiveria per farci sentire diverse, a tutti coloro che parlano sempre e non lasciano mai parlare le donne e quando qualcuna lo fa ridacchiano pure (in politica succede anche questo.. spesso e volentieri), a tutti coloro che se la prendono con gli altri per non prendersela con se stessi.

Domenica prossima in tutta Italia ci saranno manifestazioni di donne per le donne. Mi piace che si faccia, che si parli di donne in un momento in cui l’immagine femminile è stata vituperata e oltraggiata da piccoli uomini e da squallide donne.
La mattina vado in piscina e ci sono sempre una ventina di donne un po’ in là con gli anni che fanno acquagym. Colorate nelle loro cuffie, allegre, belle, anzi bellissime. Tutte donne, non c’è un solo uomo lì dentro a prendersi cura di se stesso. Mia madre frequenta un’ università della così detta terza età e nel suo corso non c’è neanche un uomo. Al bar dopo la piscina vedo solo uomini con le schedine del lotto, quotidiani sportivi e le maledette sigarette intenti solo «a maledir le donne, il tempo e il governo», come diceva De Andrè.

Ma perché noi maschietti siamo così pigri? Perché perdiamo fantasia, umorismo, vitalità? Perché dopo un po’ facciamo fare tutto alle donne? Loro crescono figli, lavorano, continuano a farsi belle e ridono sempre, nonostante tutto. Domenica spero ci siano anche moltissimi uomini nelle piazze a dimostrare che esistono quelli con la “U” maiuscola che rispettano, amano e dicono senza paura e ad alta voce: viva le donne! Quelle con la “D” maiuscola.

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